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Paragrafo 4 . Pauperismo e brigantaggio.
     
Un  aspetto  particolare  della  societ  europea  fra  sedicesimo   e
diciassettesimo  secolo fu quello del pauperismo (dal  latino  pauper,
povero).
     Esso   si   manifest   nel  corso  dello  sviluppo   demografico
cinquecentesco,  quando turbe di contadini abbandonarono  le  campagne
europee, costretti dalla scarsit delle risorse a rifugiarsi in citt,
allargando  a  dismisura  il  numero dei mendicanti.  In  seguito,  le
carestie,  le  continue  guerre, come  quella  dei  Trent'anni,  e  la
pressione  fiscale  a  cui venivano sottoposti i  ceti  inferiori  per
reperire   le  risorse  destinate  a  sempre  pi  estesi   conflitti,
contribuirono ulteriormente al dilagare del fenomeno. Il grande numero
dei  poveri,  che  ormai  ascendevano ad un quinto  della  popolazione
totale  e  che  non  potevano  essere pi mantenuti  dai  tradizionali
istituti  di carit, dest preoccupazioni tanto serie che si fin  per
segregarli   in  appositi  ospedali  per  mendicanti,  dove   venivano
praticate forme di lavoro manuale associate alla preghiera.
     Oltre  al  pauperismo,  un'altra  conseguenza  della  miseria   e
dell'oppressione  politica  ed economica  fu  il  banditismo,  che  si
diffuse  e  si  radic  soprattutto nel sud  d'Italia,  un  territorio
particolarmente vessato sia dai baroni che dal fiscalismo spagnolo.
     Nato  come  rivolta spontanea, non ideologica, contro  l'autorit
vigente, e formato da esponenti di varie classi sociali, il banditismo
fu spesso fiancheggiato dalle masse contadine, verso le quali le bande
tenevano  un comportamento di solito generoso, distribuendo  grano,  o
addirittura imponendo ai proprietari prezzi bassi sui generi di  prima
necessit.
     Il  secondo  Cinquecento  fu anche l'epoca  dei  "picari"  (dallo
spagnolo  picar,  rubacchiare), umili vagabondi che  si  aggiravano  a
centinaia  di  migliaia  nella  Spagna  di  fine  secolo,  vivendo  di
espendienti  e di ruberie. Essi finirono per ispirare una letteratura,
detta  appunto "picaresca", nella quale si narrano le gesta di  questi
personaggi anarchici, orgogliosi ed avversi alla societ.
